Manifestazione Ultras Bologna
RIVOGLIAMO IL NOSTRO BASKET!
Ventotto gruppi ultras di basket da tutta la nazione a sfilare per le vie di una città, avvolti dal calore infernale di una torrida estate ed uniti per un’unica causa? A tutto si sarebbe pensato di poter arrivare, tranne che ad un utopistica unione di forze a difesa dei diritti degli ultras baskettari! Per dire la verità, un’avvisaglia di questa specie di coordinamento embrionale si era già avuta al raduno da noi organizzato a Siena due anni prima, al quale parteciparono circa tredici tifoserie e dove venne affrontato per la prima volta in maniera aperta il problema del ricambio giovanile nelle curve italiane, del caroprezzi e dell’eccessiva ed incondizionata repressione delle forze dell’ordine alla quale gli ultras erano sottoposti, spesso solo per il fatto di mettersi più in evidenza del resto del palasport che normalmente assiste passivo ed inerme all’evento. La miccia che ha fatto esplodere in tutti noi la voglia di farci sentire in modo diretto e rumoroso è stata l’ennesima voce (che faceva seguito a molti fatti precedenti, però…) che voleva lo storico diritto sportivo della Pallacanestro Trieste, in crisi economica da diversi anni, ceduto alla rediviva Genova, la quale forse, doveva e deve tuttora avere qualche angioletto dalla sua in Lega, vista la caparbietà con la quale viene in tutti modi riportata alla ribalta durante le cronache estive degli ultimi anni. Un ulteriore affronto alla fede di tutti gli appassionati di una antica realtà cestistica, hanno detto gli storici rivali del Gruppo Deciso di Udine, ovvero i promotori di questa strana, ma “decisa” (scusate il gioco di parole) iniziativa. Una nostra vecchia fanzine, ovvero l’organo di stampa ufficiale della curva, recitava così: “La fede è fede, qualsiasi sia il numero degli appassionati al seguito o il riscontro pubblicitario che fa da contorno agli avvenimenti sportivi! I sacrifici sono gli stessi, l’amore è lo stesso e la voglia di divertirsi tutti insieme è la stessa, nessuno ha il diritto di togliercela…”. Parole che tutti, evidentemente, quel giorno avevamo nella testa e nel cuore, mentre affrontavano il torrido tragitto che ci avrebbe portato, prima alla sede RAI bolognese e poi davanti a quella della Lega-basket, uniti e compatti dietro i nostri striscioni di protesta e ai vessilli dei gruppi da noi rappresentati. Un lungo dibattito pose fine al corteo e dette inizio ad un’estate di iniziative che culminarono (ahimè, con poche testoline a presenziare, però…) con l’incontro diretto con il presidente della Lega Prandi, il giorno della presentazione del campionato e della Supercoppa a Treviso. I risultati che abbiamo ottenuto? Pochi, a giudicare dalle volontà da noi espresse, forse solo la riduzione a 10 euro per quasi tutti i settori ospiti italiani sembra sia cosa fatta, ma non ci può essere dato torto se diciamo che il “sasso in piccionaia” per far saltare il contratto fantasma tra Rai e Lega Basket e del quale un’intera nazione cestistica ne aveva piene le…scatole, lo abbiamo scagliato anche noi. Purtroppo, l’argomento che a tutti noi stava più a cuore, ovvero lo sconsiderato meccanismo della compravendita dei diritti sportivi, non sembra trovare una soluzione che tuteli l’interesse dei tifosi, ovvero coloro che, tra presidenti, allenatori e giocatori che offrono a turno la loro faccia, sono gli unici veri estremi baluardi di un simbolo, quelli che rendono una partita di basket qualcosa in più di 40 minuti di palleggi e sibillini scricchiolìi di scarpe sul parquet, persone per le quali (lasciateci credere che sia ancora così…) vale la pena realizzare un canestro più degli altri!
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