Mentalità

Dopo aver frequentato una curva, chiunque ha sentito risuonare nelle sue orecchie il termine di “mentalità”, parola della quale si abusa a sproposito e che diventa spesso un luogo comune da sventolare ai quattro venti per dimostrare la purezza, la fierezza e l’integrità di intenti della propria curva. La realtà è che chiunque può dare una sua interpretazione a tale termine, sempre rimanendo fedeli ad alcuni crismi base che si sono imposti in anni ed anni di storia ultras, ogni gruppo lo interpreta in maniera soggettiva considerando le realtà diverse in cui un movimento si sviluppa e la mancanza (per fortuna) di una legge scritta che obbliga un comportamento “giusto” da seguire a dispetto di uno “sbagliato”. Siena in questo è un esempio lampante di come si possa affrontare la vita di curva in maniera sicuramente particolare rispetto ad altre realtà italiane. Si è sempre detto che nella nostra città gli ultras non esistono e non potranno mai esserci, visto il background culturale senese fatto di costumi e passioni uniche assolutamente inconfrontabili con una fede di tipo sportivo. Su questo permetteteci però di essere dubbiosi; le due realtà possono tranquillamente coesistere se si fa leva proprio su questo senso unitario e di identità cittadina che ci rende legati visceralmente alle nostre tradizioni ed alla nostra terra, sempre cercando di non confondere radicate tradizioni storiche con movimenti di aggregazione giovanile che nulla hanno a che vedere l’uno con l’altro. La nostra curva, anche se numericamente non molto vasta, è frequentata da molte persone che fanno anche vita attiva di contrada, ma che non disdegnano di credere in un progetto di gruppo al seguito di un’istituzione cittadina come la Mens Sana basket. Per questo la nostra visione della mentalità ultras non può prescindere da quello che siamo abituati a vivere e condividere dal momento della nostra nascita in questa singolare e affascinante città. Per noi vivere ultras significa fedeltà e coerenza prima di tutto. Per fedeltà si intende il non dover dipendere dai risultati della squadra di turno quando dobbiamo tifare o seguire la mens sana in giro per l’Italia (e l’Europa quando possibile). La coerenza è quella che ti spinge a difendere una scelta bella o brutta che sia, perché alla fine non ci sia niente di cui rimproverarsi e perché spesso e volentieri paga più un simile comportamento che fare la banderuola sotto il vento del momento. Per far questo bisogna essere coscienti che la strada da percorrere deve essere nel nome dell’indipendenza gestionale ed economica per essere gli unici responsabili delle nostre scelte e, soprattutto, creditori di nessuno. Il nostro credo non può discostarsi dai valori dell’amicizia e del coraggio. L’amicizia è forse il fattore trainante del gruppo, il voler fare quel passo in più (simbolico e non) per difendere un amico in difficoltà, il volersi divertire con lui a suon di goliardate, quella voglia che ti spinge ad inserire una persona nuova per farla sentire parte integrante di un gruppo che pensa in una sola direzione. Il coraggio è quell’ostinatezza che non ti fa fermare davanti alle situazioni più difficili da districare e che ti impedisce di tornare sui tuoi passi quando ti trovi fisicamente e psicologicamente davanti a situazioni di pericolo dove solo il tuo orgoglio e la tua voglia di lottare per un simbolo ti tengono lì (del resto è anche il motivo per cui molti che non capiscono il nostro modo di essere ti danno del deficiente…). Lo scontro fisico è una parte integrante del mondo ultras, non possiamo negarlo; noi non ne facciamo un credo obbligatorio, ma il senso di competizione non solo canora o coreografica con un altro gruppo è sicuramente affascinante e se si dovesse presentare l’occasione, magari spesso causata da un fattore scatenante, come qualche volta è successo, non ci tiriamo certo indietro! Allo stesso tempo è vero che ci piace portare un po’ di senesità anche in certi tipi di confronti prediligendo lo scontro a mani nude e condannando i lanci di oggetti, le lame e le azioni punitive di gruppo contro singoli elementi o poco più, in nome di un codice di onore non scritto, ma che gradiamo applicare se anche dalla parte opposta c’è rispetto dell’avversario. Il Commandos Tigre è profondamente apolitico vista la differente estrazione sociale dei vari componenti, anche se questo non significa avere gli occhi foderati di prosciutto verso il mondo che ci circonda e quindi talvolta non disdegnamo di prendere posizione riguardo a situazioni di carattere sociale. Quello che però è il fulcro del nostro vivere ultras è, e rimarrà sempre, l’amore incondizionato per i nostri colori, il sacrificare ore ed ore della nostra settimana per far sì che la Domenica (e non solo) il supporto a quel simbolo sia incondizionato e il gruppo agisca unitariamente per scrivere ogni giorno che passa un’altra pagina di storia della Mens Sana basket e del Commandos Tigre, senza paura di essere additati come pazzi esagitati, ma orgogliosi di sentirsi diversi perché semplicemente veri.